Patologia Cardiovascolare

4. LE PROCEDURE INTERVENTISTICHE CARDIOLOGICHE

4.1 ANGIOPLASTICA CORONARICA

L'angioplastica coronarica (PTCA) può essere eseguita al termine della coronarografia diagnostica, quando si è evidenziata la presenza di un restringimento (chiamato stenosi) che riduce il flusso di sangue in una o più coronarie (le arterie che portano il sangue al cuore).

Consiste nel dilatare questa stenosi mediante uno o più gonfiaggi di un catetere a palloncino.

Molto spesso al termine della dilatazione può essere necessario, o preferibile, l'impianto nella sede di dilatazione, di una o più protesi metalliche a forma di tubicino, chiamate stent, che consentono, rispetto all'angioplastica con il solo palloncino, di ridurre il rischio di ricomparsa della stenosi (restenosi) dal 30-40% al 20-25%.

Lo stent non va incontro a rigetto, non provoca tumori e non si sposta dopo che è stato posizionato.

Lo stent viene incorporato nella parete coronarica nell'arco di 3-6 settimane. Fino a che questo processo non si sia completato è richiesto l'uso di farmaci che rendono il sangue più fluido e, in particolare, rendono le piastrine meno attive.

Sono attualmente in commercio stent ricoperti da farmaci (stent medicati) che riducono la proliferazione del tessuto che riveste la parete delle arterie, meccanismo questo che è alla base della restenosi (nuovo restringimento della coronaria all'interno dello stent precedentemente impiantato).

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