Patologia Cardiovascolare

3. GLI ESAMI CARDIOLOGICI

3.10 STUDIO ELETTROFISIOLOGICO DEL CUORE

Lo studio elettrofisiologico ha lo scopo di indagare i disturbi del ritmo cardiaco.

È infatti un esame che studia il sistema elettrico del cuore, responsabile dell'origine e della conduzione degli impulsi elettrici che permettono al cuore di contrarsi e svolgere la propria funzione, mediante la registrazione e l'analisi dei segnali elettrici cardiaci endocavitari e mediante la stimolazione programmata del cuore.

Negli anni l'elettrofisiologia si è progressivamente trasformata da una metodica puramente diagnostica in una specialità terapeutica per il trattamento adeguato di pazienti con aritmie, in particolare per le possibilità terapeutiche offerte dall'ablazione transcatetere.

Gli studi elettrofisiologici vengono effettuati in sale appositamente attrezzate.

In anestesia locale, si introduce un catetere in una vena dell'avambraccio o dell'inguine e lo si avanza fino al cuore, sotto la guida dei raggi.

All'estremità del catetere si trova un elettrodo che viene collocato nel punto voluto dell'atrio o del ventricolo.

Tramite brevi stimolazioni elettriche mirate si esamina dove e con che facilità si può provocare il disturbo del ritmo. Lo studio permette così di valutare la presenza e l'esatta origine di ritmi irregolari e di verificare l'efficacia dei farmaci nel controllare le aritmie.

In alcuni pazienti, dopo l'esame si può effettuare il trattamento dell'aritmie: la fonte del disturbo del ritmo viene eliminata direttamente con un impulso di corrente ad alta frequenza inviato tramite il catetere (ablazione transcatetere mediante radiofrequenza).

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