Patologia Cardiovascolare

3. GLI ESAMI CARDIOLOGICI

3.1 ELETTROCARDIOGRAMMA (o ECG)

L'ECG è la registrazione dell'attività elettrica del cuore, rappresentata graficamente sotto forma di curve, proprio perché, come abbiamo già detto, ogni attività meccanica, cioè contrazione del cuore, è preceduta da un'attività elettrica.

Per ottenere l'ECG si applicano al corpo del paziente quattro elettrodi sugli arti (uno ad ogni braccio e ad ogni gamba) e sei elettrodi sul petto.

Con la combinazione dell'attività registrata da questi elettrodi, si formano 12 derivazioni, cioè diversi punti di osservazione dell'attività elettrica del cuore.

L'ECG permette di valutare il ritmo cardiaco e la frequenza cardiaca, di evidenziare un precedente infarto cardiaco, un disturbo dell'irrorazione sanguigna del cuore o la presenza di alterazioni metaboliche.

Da oltre 50 anni l'elettrocardiogramma è largamente la metodica più utilizzata nella pratica clinica per lo studio delle cardiopatie ed è diventato uno degli esami di routine che viene effettuato in tutti i pazienti ricoverati in ospedale o che devono essere sottoposti a diversi tipi di procedure od interventi.



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